La natura in Carlo Mazzetti
[ … La natura che dipinge è quella della sua infanzia, al tempo in cui anch’egli era una parte di quella natura. Come Rousseau era convinto di essere un pittore realista, anche il nostro pittore forse è convinto di dipingere la natura come essa si presenta ai suoi occhi; in realtà dipinge ciò che la natura ha impresso indelebilmente nella sua fantasia.
Così i suoi contadini sono come i personaggi di un grande presepio, i loro gesti fissi e sacrali come le statuine di Capodimonte; gli alberi come mazzi di palloncini col tronco che è come il filo della mano del bambino ad una fiera di paese. Ma pure trattenuti, quegli alberi palloncini volano nell’alta fantasia ingenua del pittore… ]
Maglione (TO) 1991 – Maurizio Corgnati
Gli alberi di Carlo Mazzetti
[…Mazzetti ha l’occhio limpido, puro di chi crede che l’arte sia ancora una scelta meditata, seria, capace di esprimere l’umore, la cultura, il gesto dell’uomo e non un gioco a volte commerciale,… Crede in quello che fa. E questo è un altro punto a suo vantaggio. Perciò si muove con circospezione : “Ho programmato, dice, una mia strada prima di giungere a farmi conoscere come artista. E non derogherò da questa linea di condotta“. Encomiabile.
Gli alberi sono una costante, nei quadri di Mazzetti. Alberi che occupano per intero il quadro e che hanno espulso le figure, hanno espulso i raccolti, hanno espulso acqua e cielo. E così le loro enormi chiome a palloncini occupano tutto il pensiero creativo dell’artista. E diventano l’espressione più netta e gratificante dell’invenzione “mazzettiana” dove il colore ha acquisito una finezza notevole ed un equilibrio compositivo significativo…]
Vercelli, maggio 1992 – Francesco Leale
Carlo Mazzetti ha inventato una natura propria
[ …Carlo Mazzetti dipinge in sostanza come se vedesse per la prima volta il paesaggio che ritrae. L’albero che egli vede e che egli porta sulla tela è nato nell’antichità, è un poco un albero preistorico, è l’albero che probabilmente viene dal Paradiso terrestre, è un albero imparentato strettamente con l’uomo…
Carlo Mazzetti ha inventato una natura propria e personale che corrisponde alla sua personalità e nello stesso tempo ha voluto rimanere fedele alla natura che vedeva. Non poteva tradire né la natura né se stesso e questa tensione continuamente affiora nei suoi quadri. La natura ha spalancato uno spiraglio dove Carlo Mazzetti si è introdotto con le scene della sua pittura … ]
Torino / Maggio /2008 – JANUS
Sensibilità e originalità
[…Determinazione, tenacia, passione: queste le doti che mi hanno colpito in lui, oltre all’inesauribile curiosità nel voler sperimentare tecniche espressive diverse, spaziando nel mondo della pittura e della scultura e perfezionandosi nella costruzione delle meridiane.
Lo sostiene una grande volontà di migliorare ed in questi ultimi anni ha messo in luce una spiccata personalità nella forma espressiva a lui più congeniale, la pittura.
… in quest’ultimo periodo ho voluto affrontare lavori a quattro mani con lui : è stato sorprendente, anzi di più, mi ha dato stimolo per nuove creazioni artistiche.
L’attività pittorica di Carlo meriterebbe di essere da tutti conosciuta ed apprezzata per la sensibilità e l’originalità con le quali esprime il suo profondo e vitale legame con la terra e la natura alle quali rende omaggio nei suoi quadri…]
Torino, 20/04/08 – Ezio Gribaudo
Carlo Mazzetti e la vita agreste
L’opera di Carlo Mazzetti (Saluggia, Vercelli) riempie il cuore di dolcezza. Le sue tele ricordano temi e paesaggi della vita tradizionale, con una vena crepuscolarmente malinconica per quella semplicità agreste, conservata nei ricordi dell’infanzia del pittore. La sua tempera acrilica dona brillantezza e lucentezza alle sue affusolate forme che, riprodotte con una visione del tutto panteisticamente colorata della campagna, sembrano voler coinvolgere chiunque in un gioco quasi fanciullesco di leggerezza e vapori sognanti.
Il soggetto che predilige è l’albero con le foglie, che si gonfiano su loro stesse a tal punto da voler pretendere la scena. Si ha la percezione che quasi tutto, nei quadri di Mazzetti, si arrotondi fino a creare divertenti scambi curvilinei tra orizzonte ed alberi, tra colore alcune volte “picchiettato” e paesaggi.
Nell’albero di Mazzetti, la staticità vagamente naïve ricorda quei ventagli delle geishe giapponesi, dietro i quali le donne celano i propri occhi. E questi quadri, con la stessa intensità, nascondono e proteggono la vera sostanza dei paesaggi incontaminati, quelli non deturpati dal cemento e dalla speculazione edilizia.
Veroli, (Roma) aprile-2009 – Paola Zeppieri
Carlo Mazzetti nel cammino del pensiero
Carlo Mazzetti, pur vivendo pienamente la cultura contemporanea, ama isolarsi innanzitutto per evitare contaminazioni che possano fuorviare il suo pensiero e le sue convinzioni e tutto ciò è piuttosto evidente nei suoi lavori, che non subiscono alcuna influenza di tendenze artistiche. Questa è anche una condizione che gli permette di “ascoltare” senza interferenze i suoni, i ritmi e le voci che provengono sia dall’esterno che dall’intimità, dai silenzi pieni di commozioni, dalle riflessioni e dai sentimenti. Egli ha sviluppato la sua filosofia spontanea, all’inizio inconsapevolmente legando la sua creatività e il suo linguaggio al cuore e alle emozioni, poi coscientemente, razionalizzando i pensieri, i sogni, i desideri mettendoli a confronto con la spiritualità fino a raggiungere la certezza che, in fondo, la spontaneità è la filosofia dell’esistenza di ognuno e di tutti, che non esclude un aspetto umano per elevarne un altro, che è ciò che rende l’uomo un vero essere pensante e, se lo vuole, capace di migliorare il mondo.
Cerrina – VERSO L’ARTE EDIZIONI DUEMILAQUATTORDICI – Giovanna Barbero